Abramo: sacrificio o omicidio?

Lo spettacolo "Abramo", tratto dall'omonimo testo teatrale del 2014 del filosofo contemporaneo
Ermanno Bencivenga, grazie ad un adattamento di Teresa Ludovico, suscita degli interrogativi
sull'uomo contemporaneo. Il famoso episodio biblico è stato interpretato dalla stessa Ludovico
insieme con Augusto Masiello, Christian Di Domenico, Michele Altamura, Gabriele Paolocà e
Domenico Indiveri, con i costumi di Cristina Bari, le luci e la scena di Vincent Longuemere,
produzione dei Teatri di Bari.
Qui, Dio non interviene a impedire che il padre Abramo uccida il suo unico figlio, Isacco. Eliezer, il
fedele servo, unico testimone dell'omicidio, racconta alla vecchia Sara ciò che il marito è stato
capace di fare nel nome di Dio. La donna cade ineivitabilmente in preda alla follia e il padre
Abramo si chiude in un lugubre silenzio fino alla sua morte. Lo stesso ritorno del figlio (follia o
realtà?), non fa altro che far precipitare Isacco e la sua discendenza in un vortice di violenza e
sangue.
Il messaggio è quantomai attuale. L'adolescente Isacco si sente oppresso dall'amore dei genitori,
troppo presenti e protettivi. Il fulcro dello spettacolo è ,tuttavia, la legittimtà delle azioni in nome
della fede. Il sacrificio di Isacco è giustificabile?
La scenografia ha,poi, un ruolo fondamentale, poichè riesce a guidare lo spettatore attraverso le
varie fasi dello spettacolo. Gli attori, inoltre, sono in stretta correlazione con l'azione scenica,
grazie anche al grandioso disegno di luci e ombre di Longuemare.
Grazie a una regia che dà spunto a molte chiavi di lettura e riflessioni, Teresa Ludovico crea una
narrazione appassionante e piena di infinite possibilità di rapporto con il mondo: padre- figlio,uomo-Dio, moglie-marito, uomo-uomo.

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